Attentato nelle Filippine. Papa: il Signore converta i cuori dei violenti

 

Papa Francesco, al termine dell’Angelus nell’ Hogar del Buen Samaritano a Panama, ha pregato per le vittime dell’attentato di oggi nella cattedrale di Jolo, per quelle dei disastri in Brasile e Messico, per la pace in Venezuela e ha spiegato di aver dedicato la Messa di oggi ai 21 cadetti della polizia colombiana uccisi da un’autobomba il 17 gennaio a Bogotà

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“Possa il Signore, Principe della Pace, convertire i cuori dei violenti e garantire agli abitanti delle Filippine una convivenza serena”. Così Papa Francesco prega per le vittime e i feriti dell’attentato terroristico nella cattedrale di Jolo, dopo l’Angelus recitato nella Casa Hogar del Buen Samaritano a Panama, nella sua ultima giornata nel paese centramericano. Dopo la messa di chiusura della Gmg, il Papa visita la fondazione promossa dalla Chiesa panamense per assistere giovani e adulti affetti dal morbo dell’Hiv-Aids, e al discorso fa seguire la recita dell’Angelus. Dopo la preghiera mariana il suo pensiero va, tra l’altro, alla bomba esplosa oggi nelle Filippine, che ha causato 20 vittime, nella cattedrale di Nostra Signora del Monte Carmelo a Jolo City, nel sud delle Filippine, nella provincia di Sulu.

Ferma riprovazione per la violenza

“Affidiamo a Cristo e alla Vergine – è l’invocazione di Francesco – le vittime dell’attacco terrorista perpetrato questa domenica nella cattedrale di Jolo nelle Filippine mentre si celebrava l’Eucaristia. Ribadisco la mia più ferma riprovazione per questo episodio di violenza, che porta nuovi lutti in questa comunità cristiana ed elevo le mie preghiere per i morti e per i feriti”.

Ricordo delle vittime dei disastri in Brasile e Messico

Prima delle Filippine, il Pontefice ha raccomandato alla misericordia di Dio le vittime della tragedia “che ha colpito lo Stato di Minas Gerais in Brasile e lo Stato di Hidalgo in Messico”. Si tratta del disastro causato dal cedimento di una diga di contenimento di una compagnia mineraria, il 25 gennaio, e dell’esplosione di un oleodotto il 19 di questo mese in Messico.

Venezuela: “una soluzione giusta e pacifica per superare la crisi”

Papa Francesco, nel dopo Angelus all’Hogar, sottolinea anche di aver “pensato molto al popolo venezuelano al quale mi sento particolarmente unito in questi giorni”. “Di fronte alla grave situazione che sta vivendo – prosegue il Papa – chiedo al Signore che si cerchi e si raggiunga per una soluzione giusta e pacifica per superare la crisi, nel rispetto dei diritti umani e cercando esclusivamente il bene di tutti gli abitanti del Paese”. Quindi l’invito a pregare, chiedendo l’intercessione “di Nostra Signora di Coromoto, patrona del Venezuela”.

Giorno Memoria: ricordo vivo per non ripetere gli errori

Francesco ricorda anche – come in mattinata in un tweet – la celebrazione odierna della Giornata internazionale della Memoria delle vittime dell’Olocausto. “Bisogna mantenere vivo il ricordo del passato, della tragedia passata – ribadisce – e imparare dalle pagine nere della Storia per non tornare mai più a commettere gli stessi errori. Continuiamo a sforzarci senza mai smettere a coltivare la giustizia, far crescere la concordia e sostenere l’integrazione, per essere strumenti di pace e costruttori di un mondo migliore”.

Ricordati i 21 cadetti colombiani uccisi

Infine Papa Francesco annuncia di aver portato oggi come offerta all’altare della Messa di chiusura della Giornata mondiale della Gioventù il sacrificio dei giovani cadetti colombiani della scuola di polizia Generale Francisco de Paula Santander, a Bogotà, “assassinati dall’odio terrorista” il 17 gennaio di quest’anno. “Questi giovani sono stati l’offerta della Messa – sipega il Papa – e in ricordo loro mi permetto in questo Angelus di nominarli e ciascuno nel proprio cuore, non ad alta voce, ma nel proprio cuore, dica quelle parole che si usano dire in questa Casa quando si nomina un morto: Che siano presenti davanti a Dio”. Il Papa elenca i nomi di tutti i 21 cadetti uccisi e i partecipanti all’incontro rispondono “presente”. “Ti chiediamo, Signore, di concedere loro la pace – aggiunge alla fine Francesco – e che anche al popolo colombiano Tu conceda la pace”
Al termine della visita il Pontefice saluta così “Vi ringrazio nuovamente per tutto quello che state facendo qui: è molto bello. Che Dio vi benedica, e pregate per me. Grazie!”

Fonte: vaticannews.va

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